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Home Restaurant Hotel dà il benvenuta a Annalisa e al suo Home Restaurant A casa di Annalisa!

Raccontaci qualcosa di te e del tuo home restaurant: perché hai scelto di intraprendere questa attività?

Ciao, mi chiamo Annalisa: adoro la mia terra, la sua gente, le sue tradizioni e vorrei condividere e mostrarti LA MIA SICILIA, attraverso il cibo e tutte le molteplici sfaccettature che, quest’isola ricca di storia millenaria, racchiude. Preparati a vivere un’esperienza gastronomica e culturale indimenticabile!

 

 

 

 

Caratteristiche della tua cucina?

Piatti della Nonna, con ingredienti freschi, biologici e a Km0.

 

 

 

Un piatto caratteristico che un cliente di fuori deve necessariamente assaggiare per comprendere a pieno la tua cucina?

Le sarde a beccafico, I cavatelli con pesto di zucchine e mandorle e l’ Agnello Pasquale, un dolce fatto di marzapane e farcito di pasta di pistacchio.

 

 

 

 

Cosa ne pensi del km0 e della cucina tipica locale?

IL Km0 nella cucine locale è l’ingrediente fondamentale. Non si può pensare di cucinare locale senza usare i prodotti del territorio, che vanno usati, promossi e condivisi.

 

 

 

 

 

 

Una riflessione sul ruolo degli home restaurant nel sistema turistico italiano. Quali sono le criticità e le potenzialità?

La “cucina di casa” è quella più genuina, si dovrebbe dare al cliente finale, libertà di scelta: se andare dallo chef stellato o in un locale che propone la cucina della nonna Maria.

 

 

 

 

Parliamo di social media: quali sono i risultati in termini di immagine e di redditività che possono portare i vari social media? Se hai un profilo con la tua attività: gestisci direttamente l’account e quanto tempo richiede la gestione di questa attività social?

E’ un impegno giornaliero che non si può considerare un “hobby”, in quanto dietro ad ogni post, c’è una strategia di marketing, un piano editoriale: non importa se sei Carlo Cracco o la Signora Maria!

 

 

 

 

Se oggi avessi la possibilità di regolamentare l’attività di home restaurant, come struttureresti le varie questioni fiscali, di agibilità dell’immobile e quelle igienico-sanitarie?

Bisogna avere in mente che la cucina di casa non è un ristorante, è un’attività intima e in forma ristretta. Inoltre, riguardo i disabili, non si è un esercizio pubblico. Uguale per le norme igienico-sanitarie: è fondamentale rispettare le basi per una corretta igiene, essere in possesso di un attestato per manipolazione e somministrazione, ma che non ci si venga a dire di sottostare alle stesse discipline dei ristoratori.

 

 

 

 

Molti sostengono che gli home restaurant possono rappresentare una concorrenza sleale nei confronti dei ristoranti, cosa ne pensi? Descrivici le principali differenze tra un ristorante ed un home restaurant.

Possono anche avere ragione. Il problema è la burocrazia Italiana: ostica, difficile, complicata. Dovrebbero snellire tutte le procedure e gli adempimenti in modo da alleggerire anche i ristoratori , che giustamente si vedono “scavalcati da nuove attività”, che in mancanza di una legislazione, si stanno adeguando, attuando un sistema più semplice.

 

 

 

Per te questa attività cosa rappresenta? Una passione, una fonte di guadagno primaria, un secondo reddito…

Mi occupo di corsi di cucina per turisti: anche questa una “nuova” professione, l’attività di home Restaurant mi consentirebbe di arrotondare e di aggrapparmi a qualcosa, in attesa di leggi che disciplinino quello che facciamo.

 

 

Consigli per chi vuole avviare un’attività di home restaurant?

Rivolgersi a voi

 

 

Se potessi avviare un’attività di b&b collegata al tuo home restaurant lo faresti?

Perchè no.

 

 

 

 

Vuoi provare l’Home Restaurant A casa di Annalisa?

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